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Piano di pace Usa e Ucraina, perché la maggioranza dice no

Il sondaggio in Ucraina mostra un netto rifiuto del piano di pace Usa, giudicato troppo penalizzante e privo di garanzie di sicurezza

Piano di pace Usa e Ucraina, perché la maggioranza dice no

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Tre quarti degli ucraini dicono no al piano Usa, mentre cresce il consenso verso una proposta Europa-Ucraina più equilibrata

L’idea di una pace rapida può sembrare rassicurante, soprattutto quando una guerra si prolunga nel tempo. Ma dietro la parola “pace” si nascondono spesso compromessi complessi, talvolta difficili da accettare. È quello che emerge con chiarezza dalle reazioni dell’opinione pubblica ucraina di fronte alle proposte internazionali per porre fine al conflitto.

Il rifiuto di una pace percepita come imposta

Secondo un recente sondaggio realizzato dall’Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, una larga parte della popolazione ucraina guarda con forte diffidenza al piano di pace promosso dagli Stati Uniti. Non si tratta di una semplice perplessità: circa tre quarti degli intervistati considerano questa proposta del tutto inaccettabile, segno di un disagio profondo rispetto ai contenuti del piano.

Le condizioni che dividono l’opinione pubblica

A pesare maggiormente sono alcune clausole ritenute troppo penalizzanti. Il piano prevede il ritiro delle truppe dal Donbass, una limitazione delle dimensioni dell’esercito ucraino e, soprattutto, l’assenza di garanzie di sicurezza chiare. Per molti cittadini, queste condizioni sembrano più una concessione forzata che un accordo equo e duraturo.

Il peso della memoria e dell’esperienza del conflitto

La reazione negativa non nasce solo da valutazioni politiche, ma anche dall’esperienza diretta della guerra. Dopo anni di combattimenti, distruzioni e sacrifici, l’idea di una pace che non assicuri protezione futura appare fragile. Come riportato da Ukrainska Pravda, per il 75% degli ucraini il piano viene giudicato “completamente inaccettabile”, mentre solo una minoranza è disposta a prenderlo in considerazione.

Una minoranza favorevole, ma isolata

Il sondaggio mostra comunque che esiste una piccola parte della popolazione, circa il 17%, pronta ad accettare questa versione dell’accordo. Si tratta di un dato significativo, ma insufficiente a bilanciare il rifiuto generale. Questa distanza tra le posizioni evidenzia una frattura tra l’urgenza di fermare la guerra e la paura di pagarne il prezzo politico e territoriale.

Il confronto con l’alternativa europea

Diverso è il giudizio sul cosiddetto piano Europa-Ucraina. In questo caso, la percezione cambia radicalmente: circa il 72% degli intervistati dichiara di essere pronto ad approvarlo. La differenza sembra risiedere in una maggiore attenzione alle esigenze di sicurezza e alla sovranità del Paese, elementi considerati centrali per una pace credibile.

Pace sì, ma a quali condizioni

Il quadro che emerge dal sondaggio è chiaro. Gli ucraini non rifiutano l’idea della pace in sé, ma respingono accordi che appaiono sbilanciati o privi di tutele concrete. In questo contesto, la parola pace assume un significato preciso: non solo fine delle ostilità, ma anche sicurezza, dignità e futuro. Senza questi elementi, qualsiasi piano rischia di restare, agli occhi della popolazione, solo una promessa vuota.


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15 Dicembre 2025
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