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Museo del Corso, una nuova stagione per Roma

La nuova stagione del Museo del Corso racconta tradizione e innovazione con mostre, percorsi e un caveau trasformato in spazio culturale unico

Museo del Corso, una nuova stagione per Roma

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Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra Colonna inaugurano un nuovo anno di cultura, tra omaggi ai maestri e collezioni rese accessibili al pubblico

L’anno trascorso dall’apertura del Museo del Corso – Polo museale segna un nuovo capitolo per uno dei progetti culturali più ambiziosi della città, nato dall’unione di Palazzo Cipolla e Palazzo Sciarra Colonna lungo via del Corso. La Fondazione Roma presenta la stagione 2025–2026 con un programma ricco e articolato che mira a rafforzare il ruolo del Polo come spazio di conoscenza, inclusione e dialogo tra epoche diverse. Il progetto, concepito per restituire alla città un patrimonio prezioso, si arricchisce ora di mostre, percorsi e nuove modalità di fruizione pensate per valorizzare la ricchezza delle collezioni.

Una visione che cresce

L’annuncio della nuova stagione culturale conferma la volontà della Fondazione di rendere il Polo museale un centro vivo, riconoscibile e aperto a tutti. Come ricorda Franco Parasassi, presidente della Fondazione, la missione resta quella di coniugare tutela, innovazione e accessibilità, offrendo alla città un luogo in cui arte e memoria dialogano con il presente. Il progetto non è soltanto un contenitore di mostre, ma un impegno costante a costruire un ponte tra la storia di Roma e il suo futuro culturale.

L’omaggio a Carlo Maratti

Tra gli appuntamenti più attesi figura la mostra “Omaggio a Carlo Maratti” (21 novembre 2025 – 12 aprile 2026), allestita nelle sale di Palazzo Sciarra Colonna. L’esposizione celebra i quattrocento anni dalla nascita del grande maestro marchigiano, figura centrale della scena romana tra Seicento e Settecento. Allievo di Andrea Sacchi e erede della tradizione raffaellesca, Maratti seppe armonizzare classicismo e barocco con una sensibilità tutta personale.

La mostra, strutturata in tre sezioni – temi arcadici, pittura sacra e ritratti – mette in risalto non solo la sua produzione, ma anche l’influenza profonda che ebbe sugli artisti del Settecento. Particolarmente significativa è la presentazione del dipinto Ritratto di Gaspare Marcaccioni, recentemente rientrato in Italia e oggi parte della Collezione della Fondazione: un recupero di grande valore per il patrimonio storico-artistico nazionale.

Il dialogo con il Monte di Pietà

Parallelamente, l’Archivio storico ospita la mostra “De arte pingendi. La pittura nelle carte del Monte di Pietà di Roma”, un affascinante percorso che parte dall’opera 50 segreti magici per dipingere di Salvador Dalí. L’intuizione di Dalí, che accosta i maestri del Rinascimento europeo al genio di Pablo Picasso, diventa il punto di partenza per indagare il rapporto – spesso trascurato – tra il Monte di Pietà e la produzione artistica.

Il percorso racconta l’istituzione non solo come committente e custode, ma anche come promotrice di un immaginario iconografico legato alla morale religiosa e civile che ne ha accompagnato la storia. Due prestiti eccezionali arricchiscono il percorso: il Trattato della pittura di Leonardo da Vinci e la celebre lettera inviata da Raffaello e Baldassarre Castiglione a Papa Leone X nel 1519. Un dialogo sorprendente tra documenti, maestri e archivi che attraversa cinque secoli.

Un percorso permanente rinnovato

Accanto alle mostre temporanee, il Polo museale presenta la nuova configurazione della Collezione permanente allestita a Palazzo Sciarra Colonna. Le sale del piano nobile ospitano un itinerario che attraversa quattro secoli di storia dell’arte, dal Quattrocento al Settecento, attraverso dipinti, sculture, arredi, arazzi e una preziosa raccolta numismatica.

Le visite sono gratuite, previo appuntamento, dal mercoledì alla domenica. Ogni prima domenica del mese tornano inoltre le visite agli storici Appartamenti del Cardinale, con la Biblioteca e il Gabinetto degli specchi, ambienti rimasti pressoché immutati dal progetto settecentesco di Luigi Vanvitelli.

Il caveau di Palazzo Cipolla, un tesoro che si apre al pubblico

Il dialogo tra storia e contemporaneità trova la sua massima espressione nell’apertura del caveau di Palazzo Cipolla, oggi trasformato in un deposito visitabile. Pur mantenendo la sua funzione originaria di luogo di custodia della storica Cassa di Risparmio di Roma, l’ambiente diventa uno spazio di scoperta, concepito come un archivio narrativo di opere e come un percorso educativo.

Il caveau, di forma ottagonale, custodisce otto pareti verticali dedicate ai racconti biblici, ai paesaggi e ai ritratti. Ogni parete dialoga con le altre attraverso un gioco di rimandi stilistici e iconografici che trasformano la visita in un’esperienza coinvolgente. La grande porta blindata in acciaio, simbolo di protezione e memoria, diventa metafora della missione stessa del Polo: custodire e, allo stesso tempo, rivelare.

Il viaggio prosegue idealmente al piano terra con la mostra “Dalí. Rivoluzione e Tradizione”, che porta a Roma oltre sessanta opere tra dipinti, documenti e materiali audiovisivi, visitabile fino al 1° febbraio 2026.

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www.museodelcorso.com


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20 Novembre 2025
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